Maria Grazia Tarulli

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Recensioni

Dialogando con le tele dell’artista lucana, Maria Grazia Tarulli, si scopre una donna dal carattere forte ed  evolutivo, che ben  si dispone alla contestazione costruttiva, senza nulla togliere alla sua estrema creatività, che si evince dalla fermezza del proprio dire.
Un felice discorso espositivo il suo, impegnata a guardare e  maneggiare con naturalezza e delicatezza necessaria la natura che la circonda, dimenticandosi di essere cresciuta con l’inevitabile deformazione di un’adulta. Due  parole sincere e spontanee che descrivono la validità artistica della Tarulli, lucana di nascita ma cittadina del mondo, dall’intensa attività "artistico-culturale" che, grazie alla propria sensibilità verso il creato, riesce a conviverne  l’ambivalenza costante, impegnandosi con maestria a rappresentare sulle tele, luci e ombre.
Le inquadrature naturali dell’artista Maria Grazia Tarulli,  nell’apparente staticità, nascondono nella prospettiva dei paesaggi  della sua terra, un pizzico di malinconia, il cui fascino riesce ad avvincere l’occasionale  fruitore, fornendo una chiave di lettura dell’amore che prova per la propria terra.
Si rincorrono spesso i ricordi e il desiderio che l’infanzia non abbia mai termine, ma l’infinito potenziale della crescita non elimina la speranza del domani che è il costante divenire.
Anna Sciacovelli
07/08/2013


Maria Grazia Tarulli è pittrice autodidatta, allieva solerte nell’Accademia della vita. L’artista ha fascino per temi che sorprendono o stupiscono, spesso descrittivi di bisogni suoi inconfessati e di ansie condivise. Non importa che altri li abbiano disvelati prima o meglio di lei. Nessuna ingenuità è nella proiezione dei suoi pensieri, perché ha per guida, nel sogno e nel reale, la carica del cuore e la forza della mente. Esposta all’illusione è la ricerca del bello, trasferibile sulle tele, meno rintracciabile intorno a sè. Le opere suggestive della Tarulli, spesse volte, celano il disagio che è nella contraddittorietà incresciosa tra l’essere e l’apparire. L’artista è tesa alla ricomposizione originaria, alla interdizione delle intemperanze e dei dissesti. Questa tensione coincide col desiderio di vivere. La semplicità è nella sua indole, e conferisce autenticità al suo sentire come al suo pensare. Per questo diserta la mistificazione degli impulsi e la contorsione  dei pensieri. Con sguardo terso contempla la prodigiosità della natura,dispiegata nella esuberanza floreale ed animale, aitante nella ciclicità vitale, quiescente nella conciliazione mortale. La “quiete dopo la tempesta” è verso poetico idoneo a definire l’esito conclusivo del vivente messo a prova di esistenza. La ragione del caos sta al limite esistenziale come la ricomposizione sta al codice del cuore. Questa poetica è nell’arte della Tarulli, trepidamente sospesa tra favole e colori, e paure di intemperie. L’arte è luogo privilegiato per la sua permanente educabilità, laboratorio unico per la cura dei suoi sentimenti.

10 marzo 2008

Prof.  Pietro Tamburano (Storico e Critico d'Arte)


“Sensazioni tra cielo e terra”

BERNALDA - Il colore e la luce di Maria Grazia Tarulli sono approdati nel web. Lì i navigatori potranno apprezzare facilmente l’elemento cromatico e la luminosità che arricchiscono le opere, frutto di un’indagine interiore nella sfera delle suggestioni e dei sentimenti. L’indirizzo è: www.mariagraziatarulli.it. Il sito in poco meno di un mese ha già superato quota 240 visite. I paesaggi lucani, le pietre e i quadri con la cornice dipinta sono immagini di una realtà solare, autentica, ricca d’energia. La pittrice bernaldese non gioca a rimpiattino, non lascia disarmonie o improbabili tracce del suo passaggio sulla tela, ma si sente debitrice di emozioni con il suo pubblico. Quei debiti si trasformano in disegni, immersi nel colore e nella luce.
Le opere si caratterizzano come le pagine di un personale diario, ricco di forme, poesie, sensazioni e ricordi. L’uso del blu e del verde, così caldo e coinvolgente, permettono a Maria Grazia di realizzare un disegno armonioso. Racconta agli altri la sua visione più matura dove la vita e la natura, la gioia sospesa tra terra e cielo, la realtà e il sogno, si svelano nella loro incertezza.
Dalle sue finestre dipinte la pittrice propone al pubblico un universo in piccolo, incantato. Emerge un paesaggio mai sopraffatto dal brutto, un mondo meraviglioso, dove sembra di tendere l'orecchio ai respiri di personaggi mitici, nascosti sotto una natura esplosiva. Lo sguardo può decidere di perdersi nelle gradazioni cromatiche fra colline, animali e fiori.
Le dolci pennellate, anche sulle pietre, regalano la visione di “riserve paesaggistiche”, dove il tempo sembra essere immobile, padrone delle lancette per dar spazio all’appassionata immaginazione della Tarulli. Ogni oggetto pare discutere di pace e sicurezza, grazie ad ampie distese e azzurri orizzonti.
Le opere presenti nelle pagine web comunicano una forte armonia, dimostrano l'intelligenza e la complessità di una donna, che ondeggia nelle sue pennellate alla ricerca di una visione: la conquista del segno.

11 giugno 2006

Gian Paolo Palazzo

"Inaugurazione Biblioteca Comunale 'Albino Pierro' " - Metaponto (MT)
(Riflessioni)

Saper raccontare con i fiori e i paesaggi, le sfaccettature di una vita piena di molte vane apparenze, raffigurare il proprio sentimento è qualità non da tutti. E’, infatti, attraverso l’opera artistica che la pittrice sa infondere gioia visiva.
I dipinti dove la natura è ritratta nelle sue più emozionanti manifestazioni piene di luci e colori,
fanno sperare che il silenzio non arriverà mai nella mente degli uomini. Pittrice romantica Maria Grazia Tarulli, non sconfina nel manierismo o nella dottrina insana delle astrusità, usa termini allettanti, il suo linguaggio è rivolto alla pace dei sensi: la sua produzione artistica ricorda molto quell’eden d 'Adamo ed Eva in cui ogni persona vorrebbe vivere almeno una volta. La Tarulli pittrice ha un geniale intuito e una personalità ben definita che sa ancora “servire” l’arte con innocenza e devozione. Il pubblico riceve dai suoi quadri un 'effusione di sensazione e colori che , forse, riesce ancora a salvare i sogni dagli artigli di una realtà quotidiana troppe volte cruda. Caratteristica della produzione di Maria Grazia è proprio il saper comunicare attraverso immagini di naturale impaginatura. Pittura che parla al cuore, dunque, ma non lesiona: semplicemente autentica, calorosa, sincera, che testimonia un gusto reale per la bellezza e un amore sincero, al di là dei facili filoni ora di moda, per la natura. Lo rivelano gli alberi mai perfettamente definiti, eternamente mossi dal vento, i cieli, i prati stesi con mano leggera e con un evidente predilezione per i toni soffusi e particolarmente armonici.
Restano impressi della Tarulli le atmosfere suggestivamente lievi, certi sfondi evanescenti, l’accorata allegria di piante sempre in fiore, da primavera quasi perenne. Buono è l’impasto dei toni cromatici che conferisce a tutti i dipinti, un ampio respiro e che recano l’impronta di un animo squisitamente percettivo.
D’altronde è la stessa Maria Grazia Tarulli che afferma: “ Dipingo per chi in questo mondo di caos ha bisogno di vedere ancora su una tela un raggio di luce”.
Nascono così le sue opere che ci consegnano il messaggio senza tempo della natura e della vita.

02 luglio 2002

Gian Paolo Palazzo

Maria Grazia Tarulli: un viaggio nell'essere.

Artista poliedrica, Maria Grazia Tarulli riesce a creare con le sue opere, in cui esprime la veemenza dialettica del suo temperamento, un'atmosfera molto personale. Le sue impressioni di fronte ad un paesaggio, ad uno scorcio cittadino, rielaborano la veduta rendendola espressione dell'anima.
E' il suo stato d'animo che traspare nelle sue opere e che riflette felicità, gioia, malinconia, delusione. Non è semplice pittura di paesaggio la sua, anche quando viene presentata come appunti di viaggio, come nella serie intitolata "viaggiando", dove i toni si fanno più caldi e la sua personalità esplode prepotentemente. Nelle sue opere si manifesta il superamento del dato puramente veristico ed illustrativo attraverso la capacità di dare libero corso ad una ripresa sottilmente romantica, tra il lirico e l'elegiaco, del paesaggio, colto per mezzo di squisite ricerche atmosferiche e con estatici abbandoni
Attraverso la descrizione trasognata della "campagna assolata" o degli incanti cromatici del " terrazzo di Capri", sa raccogliere e far rivivere il messaggio tramandato dai più noti esponenti della pittura napoletana di paesaggio dell'Ottocento e degli Impressionisti, senza dimenticare l'importante lezione sulla costruzione delle vedute che affonda le radici nella poetica settecentesca inglese del pittoresco in cui la sensibilità dell'artista può esprimere liberamente nella scelta del soggetto, che viene individuato non solo per il suo effetto scenografico o panoramico, ma per la sua forza di sollecitazione l'estro del pittore.
Addentrarsi nel mondo di Maria Grazia Tarulli è come effettuare un viaggio nei più reconditi meandri dell'essere. Ogni sua mostra si rivela un percorso immaginario attraverso luoghi che esprimono momenti di vita, in cui l'essere umano si manifesta con la sua forza, le sue incertezze, le sue debolezze, la sua creatività, le sue passioni: un percorso che conduce verso un desiderio di felicità assoluta. Le sue opere conducono lo spettatore in un mondo misterioso, imperscrutabile, affascinante, dove lo sguardo si perde in una dimensione che supera il limite temporale.
In un mondo in cui, a volte, si è costretti a scontrarsi con dolorose realtà più grandi di noi, l'arte all'improvviso appare come un punto luminoso che apre il cuore a nuove emozioni, che ci permettono di sentirci ancora vivi. La creatività dell'artista costituisce l'approdo per un più approfondito rapporto emozionale e culturale con l'arte, offrendo un rapporto di scambio diretto e continuo tra arte e realtà. Attraverso una costante attività di ricerca che la porta a sperimentare sempre nuove tecniche artistiche, Maria Grazia Tarulli riesce a giungere ad una armonia semplice e toccante, il colore forte, intenso, pastoso, mette in luce tutta la sua grinta ed offre alle sue opere quella solarità che la distingue.

Bari, 13 luglio 2004

Marisa Lepenne









Hanno scritto:
Carmine Grillo, Angelo Morizzi, Gianpaolo Palazzo, Pino Gallo, Marisa Lepenne, Nunzia Dimonte, Pietro Tamburano, Antonio Rosamondo, Grazia Pastore, Cristiana Lopomo, Ketty Monzo, Simona Lopardo.



Articoli Pubblicati su:
Spazio Libero, La Nuova Basilicata, La Gazzetta del Mezzogiorno, Il Quotidiano di Basilicata, La Repubblica, La mia Salute, Il Resto, Boè, Lelite, Sassilandia,Il Tacco di Bacco, Il Metapontino, Arteventi, Basilicata 24.

 
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